Baloss

note sparse

Baloss header image 1

E’ nata Beatrice!

July 4th, 2008 · 1 Comment

Alle 16.45 del 4 Luglio 2008 e’ nata Beatrice, una bellissima bambina che pesa 3.500 grammi e che gia’ ci delizia con i suoi sorrisi.

Beatrice

La mamma, nonostante il travaglio, sta molto bene e non riesce a staccare gli occhi dalla nuova arrivata.

Credo che abbiamo assistito ad uno dei travagli piu’ brevi del mondo. Le contrazioni sono cominciate alle 16.00 ed alle 16.45 Beatrice vedeva la luce. Deve avere preso dalla mamma.

Beatrice e’ quindi nata il 4 di Luglio. Se Lorenzo si e’ caratterizzato per essere nato il giorno di S.Ambrogio in centro a Milano, Beatrice non si fa mancare nulla e nasce nella giornata dell’indipendenza america. Del resto con una mamma americana cosa avremmo potuto aspettarci?

Una grande amica mi ha scritto questo SMS: “Un nuovo romantico Cancro! Sara’ grande amante del mare, del sole e donna di spumeggianti passioni!! Benvenuta piccola Beatrice dai generosi sorrisi. Baci allegri”

La ringrazio e spero in cuor mio che tutto cio’ che hai augurato a Beatrice si avveri!

→ 1 CommentTags: Note Sparse

Del perche’ sarebbe il caso di non considerare le apparenze

June 17th, 2008 · No Comments

→ No CommentsTags: Note Sparse

Il Piccoletto va a dormire

April 29th, 2008 · No Comments

C’e’ un momento della serata che e’ appartiene esclusivamente al Piccoletto e a me.

E’ quel momento in cui arriva l’ora di andare a dormire, intorno alle nove di sera.

Il Piccoletto comincia a strofinarsi gli occhi con le mani e dopo qualche minuto cominciano a comparire i primi sbadigli. L’energia della giornata si e’ oramai completamente esaurita ed il tempo di andare a dormire si avvicina.

Dico semplicemente: “Lorenzo, andiamo a dormire?”

Lui si avvicina lentamente con le braccia aperte per farsi prendere in braccio e una volta saldo tra le braccia del papa’ lascia cadere il visto tra la mia spalla e la mia testa. Questo e’ il segnale ufficiale. E’ ora di raggiungere il letto.

In casa si spengono tutte le luci, si crea il buio assoluto e si cerca di evitare ogni possibile stimolo che possa allontarlo da un sonno tranquillo. Nel tempo abbiamo capito che un bimbo piccolo ha bisogno della sua routine e il mutare della routine crea fastidio.

I pochi metri che separano il soggiorno dalla sua camera spariscono in un istante.

Sempre al buio recupero la sua maglietta. Sin da quando era un neonato, Lorenzo e’ stato abituato a dormire con vicino qualcosa della mamma. Per quanto tu possa fare in qualita’ di padre il rapporto con la mamma sara’ sempre qualcosa di piu’ fisico e di piu’ intimo.

Non appena Lorenzo si accorge che sta arrivando la sua maglietta, alza leggermente la testa e mi permette di appoggiare la maglietta sulla mia spalla per adagiarvisi subito dopo. La soddisfazione si percepisce per via di un profondo respiro di soddisfazione.

Ci stiamo avviando verso il sonno.

Lo cullo qualche minuto mentre sento che il suo respiro si fa sempre piu’ regolare. Sento che la sua presa sulle braccia diminuisce di intensita’. E’ ora di lasciarlo al suo sonno nel letto.

Lentamente lo lascio scivolare sulle lenzuola avendo cura che la sua maglietta sia a portata di mano.

Lorenzo si accorge del cambiamento e impiega qualche secondo per trovare una posizione comoda nel suo lettino. Sento che si muove sulle lenzuola ma so benissimo quale posizione stia cercando. E’ la stessa posizione nella quale si addormenta la mamma.

Un altro grande sospiro mi rassicura sul fatto che sta scivolando sereno nel sonno.

Ancora qualche carezza sulla schiena e so che potrei lasciarlo solo senza paura che si risvegli.

Allontano la mano e lo lascio dormire.

Non riesco ad andare via. Sin da quando era un neonato c’e’ un profumo indefinibile nella sua stanza. Mi piace fermarmi nella stanza, al buio, circondato da quel profumo e dal rumore sottile del suo respiro.

Potrei rimanere per ore ad ascoltarlo.

→ No CommentsTags: Note Sparse

La cittadinanza americana

April 16th, 2008 · 2 Comments

Credo di avere trovato un’ottima ragione per desiderare la cittadinanza americana per me, il Piccoletto e l’arrivanda Principessa.

Il 18 Settembre 2004 non pensavo di averne.

→ 2 CommentsTags: Note Sparse

Il tabaccaio

April 10th, 2008 · No Comments

Il mio tabaccaio si lascia spesso andare ad affermazioni di chiaro stampo filosofico:

“La vita e’ bella perche’ e’ variabile…”

Gia’, variabile. Molto variabile.

→ No CommentsTags: Note Sparse

E con oggi sono 41

April 9th, 2008 · 1 Comment

Notare il bigliettino che ha accompagnato il regalo in ufficio….

→ 1 CommentTags: Note Sparse

Nuntio vobis gaudium magnum

April 3rd, 2008 · 2 Comments

Credo fossero le cinque del mattino quando nel pieno del sonno del giusto mi sembra di sentire la mia consorte proferire la frase: “Ale, Ale, sono incinta!”.

Credo di averci messo una mezz’ora buona a realizzare il fatto che non si trattava di un sogno ma di una affermazione proveniente dal mondo reale.

Questo avveniva circa sei mesi addietro e di fatto la notizia e’ proprio il fatto che la famiglia si sta per allargare.

Nei primi giorni di Luglio una bimba verra’ ad allietare le nostre giornate.

In realta’ e’ un eufemismo per dire che si ricomincia a tentare di insegnare alla Principessa, perche’ di tale schiatta si parla, a dormire mentre i genitori si occupano del ciclo vitale tipico del neonato che consiste in NannaPappaCacca nelle varie permutazioni possibili.

Nell’attesa mi sto attrezzando a dovere, ovvero:

  • Sto raccogliendo informazioni presso la Pubblica Sicurezza sulle modalita’ di concessione del porto d’armi.
  • Compilazione del questionario da sottoporre ai candidati fidanzati.
  • Ricerca su quale sia il piu’ piccolo GPS sul mercato che mi permetta di tracciare la posizione della Principessa in tempo reale, possibilmente con un interfaccia su telefono cellulare.
  • Analisi dei trend della moda delle adolescenti per realizzare una lista di capi di abbigliamento approvati.
  • Indottrinamento del Piccoletto affinche’ non si scolli dalla Principessa sino al momento del compimento della di lei maturita’, in questo caso intesa come l’eta’ in cui potra’ votare per il Senato della Repubblica.

Ok, ok, si fa per scherzare.

→ 2 CommentsTags: Note Sparse

AP 193, ovvero il satellite cattivo, cattivo, cattivo.

February 22nd, 2008 · No Comments

Da qualche tempo a questa parte era giunta notizia che un satellite spia americano aveva cominciato a fare le bizze sopra le nostre teste minacciando di ricadere sulla terra trascinando con se’ il suo pericolo carico di carburante tossico.

I solerti americani si sono subito messi al lavoro per capire come fosse possibile ricondurre alla ragione il satellite cattivo e dopo avere verificato che questi non voleva saperne di comportarsi a modino hanno deciso, sorpresa, di abbaterlo con un missile modificato per l’occasione.

Sinceramente mi vedo il presidente degli Stati Uniti seduto in soggiorno con la moglie che si lamenta della prossima fine del suo mandato.

Presidente: “Amore, e adesso cosa potro’ fare? Tra qualche mese sara’ tutto finito e non saro’ piu’ l’uomo piu’ potente della terra.”

Moglie del presidente: “Caro, non ti preoccupare. Vedrai che troverai sicuramente qualcosa di serio di cui occuparti e poi c’e’ papa’ che ti aspetta in Texas nel suo ranch per parlare delle vostre relative presidenze”.

Presidente: “Si, ho capito ma, vedi, vorrei fare ancora qualcosa di importante per il mondo prima di lasciare questa poltrona a non so ancora bene chi.”

Moglie del presidente: “Certo, ma hai gia’ fatto cosi’ tanto per farti ricordare ed e’ oramai giunto il tempo di riposarsi.”

Presidente: “Accidenti, io speravo almeno di riuscire a combinare qualcosa con l’Iran. Che so, qualche minaccia, un modesto tentativo di riportare la democrazia, un piccolo bombardamento qua e la’, un missile. Insomma, sono mesi che non mi diverto piu’ come prima”

Moglie del presidente: “Beh, ci sarebbe un satellite di cui lo stato maggiore ha perso il controllo. Dicono che porti con se’ un carico pericoloso per gli esseri umani. Prova a sentire i tuoi e vedi cosa ti dicono a riguardo”

Presidente: “Figo!”

Al che il presidente si alza dal divano e con il suo passo dinoccolato si dirige verso la stanza ovale dove lo attende il telefono presidenziale. Dopo pochi secondi viene messo in contatto con un qualche generale dello stato maggiore che stava gustandosi il suo meritato riposo in una nuova fiammante Jacuzzi.

Presidente: “Buonasera generale, sono il presidente”

Generale: “Buonasera presidente, cosa posso fare per lei?”

Presindente: “Mia moglie mi ha detto che c’e’ un satellite che sta minacciando il futuro del mondo. Cosa mi puo’ dire a riguardo?”

Generale: “In effetti abbiamo perso il controllo di un satellite spia proprio nel momento in cui stavamo scoprendo il luogo dove si trova il supermercato in cui la moglie del presidente Ahmadinejad si serve abitualmente”

Presidente: “Supermercato? Ma non hanno McDonald’s o Kentucky Fried Chicken laggiu’?”

Generale: “No presidente, mi spiace. Ci sono stati dei problemi con le licenze dei franchising e abbiamo dovuto rimandare l’inaugurazione dei due primi punti vendita a data da destinarsi. La terro’ informato sugli sviluppi.”

Presidente: “Bene, bene. Ma tornando al satellite. Mi dica.”

Generale: “Esiste una remota possibilita’ che il satellite non si distrugga completamente al suo rientro nell’atmosfera e che giunga sulla superficie terrestre causando qualche problema alla popolazione civile.”

Presidente: “Ma cadra’ in Iran? O almeno in Corea del Nord?”

Generale: “Mi spiace presidente, non siamo in grado di fare previsioni efficaci per eventi di questo genere. Come sa bene l’ultima volta che ci siamo azzardati a fare delle previsioni e’ finita veramente male. Immagino che abbia presente cosa sta succedendo in Iraq”.

Presidente: “Ad ogni modo, mi conferma che il satellite e’ un pericolo per il mondo intero?”

Generale: “Onestamente presidente non mi sento di potere fare questa affermazione”

Presidente: “Suvvia generale, non sottovaluti la sua preparazione. Quel satellite comunista e’ un pericolo per il mondo intero.”

Generale: “Veramente il satellite e’ nostro, presidente.”

Presidente: “Uh, e’ vero.”

Generale: “Potremmo fare in modo che i nostri scienziati calcolino in modo piu’ preciso il punto in cui il satellite potrebbe cadere e valutino le probabilita’ di vittime tra la popolazione civile.”

Presidente: “Vabbeh, che palle. Sempre con questi scienziati. Non c’e’ un metodo piu’ divertente per risolvere la questione?”

Generale: “Beh, si potrebbe mettere al lavoro la nostra marina affinche’ elabori un piano per inviare un missile balistico che distrugga il satellite prima del suo rientro nell’atmosfera”.

Presidente: “Ecco, bravissimo. Un missile. Si, un missile e’ proprio quello che ci vuole.”

Generale: “Signor presidente, mi preme metterla sull’avviso che una operazione del genere potrebbe costare piu’ di centro milioni di dollari.”

Presidente: “E chi se ne frega? Tanto sono soldi dei contribuenti e poi stiamo salvando il mondo.”

Generale: “Bene, mi metto subito al lavoro per elaborare i piani della missione”.

Presidente: “Ottimo generale. Lei fara’ strada.”

Generale: “Grazie signore.”

Presidente: “Generale, un’ultima cosa.”

Generale: “Mi dica.”

Presidente: “Voglio essere io a premere il bottone di lancio.”

Generale: “Certamente generale, non avrei valutato nessuna altra opzione.”

Presidente: “Fantastico! Mi faccia sapere al piu’ presto che devo avvertire gli amici.”

E cosi’ fu che il piccolo satellite AP 193 fu abbattuto dal presidente degli Stati Uniti con la semplice pressione di un bottone rosso durante un party a base di Martini organizzato per l’occasione.

E se invece si fosse trattato di una messa in scena per dimostrare di essere in grado di fare esattamente la stessa cosa che hanno fatto i cinesi qualche tempo prima?

→ No CommentsTags: Note Sparse

Mattacchione

January 17th, 2008 · 4 Comments

Premettendo il fatto che questo affare viene letto si e no da una decina di persone e che il ritmo degli aggiornamenti stagionali rasenta quello del volgere delle stagioni mi stupisce il fatto che un mattacchione si dedichi con precisa e costante puntualita’ a lasciare commenti piu’ o meno stimolanti.

L’identita’ del mattacchione, sostantivo maschile ma in questo caso da leggersi in chiave perfettamente neutra prima di venire accusato ingiustamente di maschilismo, non mi e’ affatto nota dato che si firma con un pseudonimo, peraltro orignale. Quello che posso dire e’ che il soggetto in questione e’ in grado di fare sensati riferimenti a me e alla mia cerchia di amici. Cio’ mi fa pensare che si tratti di una persona che in un qualche modo conosco.

In tutta sincerita’ non ho avrei grossi problemi ad approvare i commenti del mattacchione se non fosse per il fatto che non coinvolgono solamente il sottoscritto ma anche amici, alcuni dei quali molto cari. Per questo motivo vorrei comunicargli che approvero’ solo gli scritti che vranno me come soggetto. La comunicazione mediata non mi ha mai entusiasmato piu’ di tanto, i miei amici non mi pagano per fare il postino e quindi se il mattacchione ha qualcosa da comunicare loro che lo faccio direttamente senza mezzucci.

Detto questo avrei qualche appunto riguardo il suo ultimo commento che mi permetto di riportare di seguito:

poverino, solo due mesi di villeggiatura…e che rottura chiamare l’impresa di pulizie…piegare la schiena e tirare lo spazzolone troppa fatica vero?
per non parlare della babysitter cosi vi troverete il pargolo gia’ cresciuto che neanche vi riconoscera’!…ma in che ….. di mondo vivi?
ma si sa… i soldi …son cose

Vediamo… Non sono un granche’ con l’italiano ma non mi pare di avere scritto di avere fatto due mesi di vacanza. Credo di avere scritto che il resto della famiglia ha fatto due mesi di vacanza che, ritengo, sia nel pieno diritto di una madre che si trova in maternita’. Io semplicemente mi sono limitato a fare il pendolare nei fine settimana e ho speso due settimane di ferie ad agosto come quasi tutti gli italiani.

Per quanto riguarda l’impresa di pulizie mi sembrava sufficientemente ovvio il fatto che si trattasse di una battuta. Dalla tenera eta’ di ventiquattro anni il sottoscritto ha vissuto da solo e si e’ sempre occupato in prima persona di “piegare la schiena e tirare lo spazzolone”. Nei prossimi post faro’ in modo di rendere piu’ esplicite le battute.

La questione baby sitter trovo che sia la piu’ stimolante. Nella mia famiglia lavoriamo entrambi e basta leggere i quotidiani per sapere che lo Stato italiano non e’ certamente quello piu’ evoluto in termini di assistenza ai genitori che lavorano. Visto e considerato che non mi sembra il caso di fare regredire mia moglie alla condizione ottocentesca di casalinga sferruzatrice e dato che i nostri genitori hanno il sacrosanto diritto di godersi la loro vecchiaia senza trovarsi tra le gambe un pargolo urlante la soluzione della baby sitter e’ l’unica soluzione possibile. Non ci sono altre soluzioni, almeno sino a che il Piccoletto non avra’ una sua autonomia.

Grazie per avere manifestato preoccupazione riguardo al fatto che avra’ difficolta’ a riconoscermi. Per il momento ci riesce benissimo ma non manchero’ di aggiornare il mattacchione qualora la sua profezia divenisse realta’.

Vorra’ il mattacchione perdonarmi se ho eliminato dal suo commento il diretto riferimento alla anatomia maschile quando dice: “ma in che ….. di mondo vivi?” ma con l’eta’ che avanza questo tipo di eloquio mi trova sempre meno entusiasta.

In quale mondo vivo? In quello che mi sono creato intorno negli ultimi quarant’anni e, ti assicuro, non e’ stata e non e’ una passeggiata di salute. Quindi, per cortesia, risparmi queste fessere per qualcuno che non abbia sufficiente materia grigia per risponderti. Non mi pare, carissimo mattacchione, che tu ti possa trovare nella posizione di potere esprimere un qualsiasi giudizio di merito a riguardo.

Ed infine, ciliegina sulla torta: ” ma si sa… i soldi …son cose”. Ma cosa significa esattamente? Come direbbero a Roma, ti rode? Per inciso, non ritenevo che cosi’ tante persone fossero a conoscenza del mio florido, secondo il mattacchione, patrimonio personale.

P.S. Se mi posso permettere. Non e’ molto elegante non manifestare la propria indentita’ in un luogo in cui tutti i frequentatori non hanno difficolta’ ad identificarsi. Caro mattacchione, e’ evidente che mi conosci, scrivimi, telefonami, passa a trovarmi cosi’ che possa capire chi sei. Piu’ per curiosita’ che non per aggiungere altro a quanto scritto sopra.

P.P.S.S. Caro mattacchione, ti consiglierei di scrivere i tuoi commenti usando quanto meno un anonymizer o un qualche proxy libero (ti aiuto, clicca qui). Sai, usare sempre e solo due indirizzi IP non e’ proprio essere anonimi.

→ 4 CommentsTags: Note Sparse

China Blue

December 15th, 2007 · 2 Comments

Il mio viaggio a Shanghai sta per terminare.

Questa sera un aereo Air France mi riportera’ a casa con la solita tappa a Parigi e la, altrettanto solita, possibilita’ che le mie valigie vengano perdute nei meandri dell’aeroporto Charles De Gaulle. Credo che in fondo i francesi mi detestino dato che non una volta sono riuscito a passare indenne nel loro aeroporto. Beh, in fondo la cosa e’ reciproca. (BTW, How are you Philippe?)

Il viaggio e’ stato un viaggio breve e sostanzialmente deedicato a questioni di lavoro che hanno richiesto piu’ tempo di quanto non avessi preventivato alla partenza. Ad aggravare la situazione una influenza che non vuole abbandonarmi.

Nota per me stesso: a quarant’anni suonati sara’ il caso che cominci a portare con te qualche medicina quando viaggi.

Nonostante questo ho avuto modo di fare una passeggiata di due ore nella citta’ vecchia e sono rimasto veramente impressionato.

C’e’ una quantita’ di gente che vive dell’arte di arrangiarsi tentando di vendere a chiunque vagamente assomigli ad un occidentale ogni tipo di imitazione di merce europea contraffatta. Luis Vitton, Gucci, Prada, Rolex, Patek Philippe, Apple e via cosi’ in una lista infinita.

Per curiosita’ mi sono avvicinato ad osservare le riproduzione di Apple. Qui vanno per la maggiore gli iPod Shuffle e iPod Mini. I primi sono perfettamente identici agli originali sebbene ad un occhio piu’ attento non sfugge il fatto che spesso i comandi sono montati al contrario. Tutto sommato per l’equivalente di dieci euro ci si puo’ anche pensare. Sono nella mia borsa. Gli iPod Mini sono altrettanto spettacolari dato che esternamente sono assolutamente simili agli originali ma la sorpresa arrivi quando li accendi. Ovviamente hanno una loro interfaccia che non puo’ essere paragonata a quella dell’originale. C’e’ un vortice di colori e movimenti che mi ricordano da vicino la festa del patrono e se non stai attento con il volume puoi tranquillamente lesionarti un timpano. Questi non sono in valigia.

Per il resto puoi comprare praticamente ogni cosa. Dai mobili antichi ai rimedi naturali piu’ strani. Dalle vesti di seta alla carta di riso passando per cashmere e pashmina.

Il lato piu’ divertente e’ la contrattazione che puo’ diventare estenuante. In genere si riesce sempre ad ottenere cio’ che desideri ad un prezzo di dieci volte inferiore a quello di partenza. Nonostante questo hai comunque la sensazione che ti abbiano in qualche modo fregato. E in fondo sono certo che sia cosi’.

La citta’ e’ modernissima anche se basta svoltare un angolo per scoprire che in mezzo a tanti fasti si nasconde una immensa poverta’. Catapecchie tenute insieme con la lamiera ed il bambu’. Pentole sempre sul fuoco che cucinano pietanze sconosciute ma dall’odore penetrante e disgustoso. Panni stesi su pali traballanti. Decisamente impressionante.

Quando esci la sera la popolazione che incontri per le strade cambia. Si affacciano i mendicanti che di giorno sembrano essere nascosti chissa’ dove. Come in tutte le grandi citta’ esiste la popolazione del giorno e la popolazione della notte. La seconda in genere meno fortunata della prima.

Mi colpiscono i bambini di pochi anni che chiedono l’elemosina con i padri che li aspettano dietro l’angolo. Sara’ per l’arrivo del Piccoletto ma questa cosa mi ha proprio fatto male. Combattuto tra l’idea di dargli qualcosa e la volonta’ di resistere ho, forse egoisticamente, scelto la seconda. Mi fa ancora male.

Professionalmente non sono ancora riuscito a farmi una idea precisa. Tecnicamente mi sembrano molto preparati ed i loro teams di ricerca e sviluppo sono molto preparati. Forse gli manca un po’ di flessibilita’ ed immaginazione nello svolgimento del loro lavoro. Sono rimasto impressionato dall’equivalente cinese dell’americano ‘cubicle’. Qui sono veramente minuscoli, due metri per due. Tristissimo.

Diciamo che anche la cura per il cliente non e’ il massimo e siamo stati lasciati a noi stessi. Molto spesso e’ meglio cosi’.

E’ ora di preparare la valigia.

Non vedo l’ora di varcare la soglia di casa e di trastullarmi un po’ con il Piccoletto a la di lui mamma.

→ 2 CommentsTags: Note Sparse